Copywriting turistico: le parole da evitare

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Le foto della tua struttura sono bellissime. Le parole sembrano prese da una brochure del 1998.

Succede anche a chi lavora benissimo: 22 camere curate una per una, la colazione con i dolci fatti in casa, il vino della cantina vicina che porti in camera all’arrivo. E poi sul sito ci trovi scritto “posizione strategica“, “atmosfera magica“, “esperienza unica“.

Testi fai da te? No professionali? Ahi ahi ahi ahi ahi.

Adesso ti dico il danno reale, quello che ti costa prenotazioni e soldi.

E no, non è una “pipparella” da scrittrice.

Tabella dei Contenuti

Che cos'è il copywriting turistico

Il copywriting turistico è la scrittura strategica dei testi con cui una struttura ricettiva si racconta e si vende: pagine del sito, descrizioni delle camere, email pre-arrivo, schede sulle OTA, risposte alle recensioni. 

Il suo compito (che poi sarebbe il mio) è far capire in pochi secondi cosa vive l’ospite venendo da te, e perché dovrebbe scegliere te invece della struttura a 3 km.

Così, nudo e crudo.

Quando quella cosa manca, l’ospite non ha materiale per decidere. E gli resta una sola cosa da guardare: il prezzo.

Le parole soprammobile: cosa sono

Le ho nominate parole soprammobile. Stanno lì, sul tuo sito, sembrano innocue, e ti fanno prendere solo la polvere.

Posizione strategica. Camere confortevoli. Oasi di pace. Cornice suggestiva. Immerso nella natura incontaminata. Soggiorno indimenticabile.

Le riconosci perché le hai già lette mille volte, e infatti le trova anche il tuo ospite: sulle stesse identiche parole della struttura a 3 km, di quella sul Garda e di quella in Salento. Pure su Marte quando organizzeranno tour nello spazio.

TEST VELOCISSIMO PER IL TUO HOTEL

Se una frase del tuo sito vale anche per una struttura in Salento, sul Garda o su Marte, è una parola soprammobile. Toglila senza rimorsi.

Il danno concreto: quando parli a tuttə, ti scelgono solo per il prezzo

Parliamo di numeri, perché il tema è economico prima che stilistico. E dovrebbe interessarti eccome.

Secondo il Changing Traveller Report 2026 di SiteMinder, la più ampia ricerca al mondo sui consumatori dell’ospitalità (12.000 viaggiatori in 14 Paesi), oggi il 26% dei viaggiatori inizia la ricerca del proprio alloggio direttamente su una OTA, superando per la prima volta i motori di ricerca, scesi al 21%.

Fermiamoci un attimo su cosa significa. 

Su una OTA la tua struttura è una riga in una griglia: foto, punteggio, prezzo, due frasi di descrizione. Se quelle due frasi dicono le stesse cose di tutte le altre, l’ospite confronta l’unica cosa davvero confrontabile: il PREZZO.

Sempre da SiteMinder: il 18% di chi parte da una OTA finisce poi per prenotare in diretta con la struttura, in crescita di 3,3 punti percentuali sull’anno precedente. Quelle persone arrivano sul tuo sito per capire chi sei. È il momento in cui le tue parole lavorano, oppure no. 

E il diretto vale. 

Il report Hotel Booking Trends 2026 di SiteMinder, costruito su oltre 130 milioni di prenotazioni, mostra che il sito ufficiale della struttura genera il valore medio per prenotazione più alto di ogni altro canale: 516 dollari. Le commissioni delle OTA, intanto, restano nella forbice 15-25%.

Un ultimo dato che vale più di tanti discorsi: il 58% dei viaggiatori sceglie oggi camere Superior o di categoria superiore invece della Standard, 4 punti in più dell’anno prima. 

Le persone sono disposte a pagare di più. A patto di capire per cosa stanno pagando.

Fonti: SiteMinder, Changing Traveller Report 2026 e SiteMinder, Hotel Booking Trends 2026.

I siti web degli hotel hanno generato le prenotazioni di maggior valore

Il report Hotel Booking Trends 2026 di SiteMinder, costruito su oltre 135 milioni di prenotazioni, mostra che il sito ufficiale della struttura genera il valore medio per prenotazione più alto di ogni altro canale: 516 dollari. 

Le commissioni delle OTA, intanto, restano nella forbice 15-25%.

Un ultimo dato che vale più di tanti discorsi: il 58% dei viaggiatori sceglie oggi camere Superior o lusso invece della Standard, 4 punti in più dell’anno prima. 

Le persone sono disposte a pagare di più, perché sono in cerca di esperienze di alto livello e memorabili. A patto di capire per cosa stanno pagando.

Ecco perché il copywriting turistico è così importante.

Fonti: SiteMinder, Changing Traveller Report 2026 e SiteMinder, Hotel Booking Trends 2026.

infografica trend turismo 2026

Descrizione A o descrizione B: per quale camera pagheresti di più?

Prendiamo la stessa identica camera.

Descrizione A

“Camera Deluxe vista mare. Spaziosa e luminosa, arredata con gusto e cura dei dettagli. Posizione strategica. Tutti i comfort per un soggiorno indimenticabile in una cornice incantevole.“

In una riga sola ci sono almeno 6 espressioni soprammobile. Le ho contate.

Descrizione B

“Camera Deluxe, primo piano. Apri la finestra e il mare è lì, davanti a te, ti sembra quasi di toccarlo. Letto king size, lenzuola in puro lino. Fai colazione in terrazza con i nostri dolci espressi guardando le barche che escono dal porto. La sera ti addormenti con la voce delle onde.“

Stessa camera. Due prezzi possibili.

La descrizione A chiede all’ospite di fidarsi di un aggettivo.

La descrizione B gli mette in testa una cartolina mentale, con dentro un letto, un profumo, un orario. Ma soprattutto sé stessə, perché l’ospite si proietta direttamente dentro quell’immagine, la sua vacanza è già iniziata.

Le persone scelgono i luoghi che riescono a vedere nella propria mente e a percepire con tutti e 5 i sensi.

Non frasi piene zeppe di frasi generiche cotte e ri-arrostite da millemila strutture ☺️

Sei parole da cancellare oggi, e la direzione per sostituirle

Sono sei delle trenta che ho raccolto nel Dizionario delle parole soprammobile. Bastano per capire il meccanismo.

1. Posizione strategica

→ di’ dove sei davvero: a quanti minuti dal borgo, a quanti metri dalla battigia, nel bosco sopra il poggio. La precisione fa la differenza.

2. Camere confortevoli

→ fai sentire il comfort: “il letto è così comodo che la mattina non senti la sveglia”. Le camere non sono voci di un menù da fast food.

3. Immerso nella natura

→ in quale verde? Ulivi, vigne, macchia mediterranea, bosco di lecci. Sii specificə.

4. A due passi dal mare

→ metti i metri e i sensi: “apri la finestra e senti le onde sulla riva”.

5. Esperienza a 360 gradi

→ forse l’espressione soprammobile per eccellenza. Togli i gradi e racconta le due cose che fai meglio di chiunque altro in zona.

6. La sua soddisfazione è il nostro miglior premio

→ cancella. È la battuta di un filmone con Lino Banfi, non la voce di una struttura di valore come la tua.

Hai notato lo schema?

Ogni sostituzione fa la stessa mossa: sostituisce un aggettivo con un fatto, con una caratteristica specifica e differenziante.

Lo so che sei sempre di corsa e ti fai il mazzo tutti i giorni. So anche che è più faticoso scrivere così, ma fa davvero la differenza per le sorti del tuo hotel.

E poi puoi sempre chiedere a me: è il mio mestiere da 15 anni ormai 🙂

E se vuoi scoprirle tutte subito: RICEVI LA TUA GUIDA GRATUITA

Come si trasforma una parola soprammobile

Il metodo che uso con i miei clienti consiste in tre passaggi, e puoi applicarlo stasera stessa alla home page del tuo sito.

1. Togli la promessa generica

“Esperienza unica” non dice niente. Cancellala senza rimpianti: il testo respira già meglio.

2. Metti un’ancora visiva

Un dettaglio, un profumo, un oggetto, un suono. Il cervello pensa per immagini, e ogni parola concreta diventa una scena.

3. Parla a una persona precisa

Chi parla a tuttə resta una struttura come tante. Chi parla a qualcunə diventa una scelta.

Poi rileggi ad alta voce.

Se ti sembra la voce di un depliant anni ‘90, riscrivi. Se ti sembra la tua voce alla reception, ci siamo.

Pensa a come descriveresti la tua struttura a una persona cara. 

Le parole vaghe ti rendono invisibile anche alle AI

Questo è il pezzo che nel 2026 cambia le carte in tavola.

L’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, i cui dati sono stati presentati al Travel Innovation Day di gennaio 2026, rileva che un viaggiatore su tre usa già strumenti di intelligenza artificiale generativa per pianificare il viaggio, e l’85% li considera fondamentali. 

Nel frattempo SiteMinder registra l’AI come punto di partenza della ricerca al 4%, quadruplicato rispetto all’1% dell’anno prima, con percentuali più alte tra Gen Z e Millennial.

Ora prova a pensare come funziona una risposta generata da un’AI.

Una persona scrive qualcosa del tipo: “dove dormo in Toscana a settembre con due bambini di 3 e 7 anni, vicino al mare e in una zona ombreggiata“. 

Il modello deve pescare fatti verificabili ed estraibili da citare.

“Oasi di pace immersa nel verde” non gli dà niente da citare.

“A 5 minuti dall’Oasi WWF di Bolgheri, con piscina baby e spiaggia Bandiera Blu” gli dà tre appigli concreti.

Ti faccio un esempio dal mio lavoro. 

Per Il Gineprino, camping village di Marina di Bibbona, ho riscritto i testi ancorandoli al territorio con nomi propri, distanze e stagioni. 

Da marzo a giugno 2026 le pagine hanno registrato 81.362 impression su Google Search Console e circa 1.241 clic organici.

Le parole precise lavorano su due fronti insieme: le persone le ricordano, le macchine le citano.

Le tue parole distintive esistono già

Qui arriva la parte che nessuna agenzia ti dice mentre ti propone il pacchetto contenuti.

Delle caratteristiche tue ce l’hai già. Vivono nella storia di come hai aperto, in come accogli chi arriva dopo otto ore di macchina, in quello che dici in reception senza pensarci quando ti chiedono i tuoi posti preferiti del territorio, nel motivo per cui tuo nonno ha costruito il casolare di famiglia.

Il mio lavoro è comporre quella materia e codificarla in un sistema, la BRAND VOICE per hotel e strutture ricettive: un documento che dice come parli, quali parole usi, quali no, e che possono usare anche la persona al ricevimento, chi ti gestisce i social e l’AI che addestri con i tuoi testi.

Il copywriting turistico è un’arte, ma come abbiamo visto insieme è soprattutto una scienza molto pratica 🙂

Cover band o rockstar?

Ci sono strutture che hanno una storia bellissima e la ricoprono di polvere con parole che potrebbero stare ovunque.

Vuoi essere quell’1% che si distingue davvero?

Comincia dalle parole che stanno già sul tuo sito.

Oppure, se non vuoi pensare a niente e preferisci che ti segua io, prenota una call gratuita di 30 minuti con me: guardiamo insieme la tua home page e ti dico dove stai lasciando valore sul tavolo.

elena ciurli in spiaggia con cellulare

Elena Ciurli

Mi piace tanto raccontare gli altri, ma la storia si fa dura quando si tratta di descrivere me. Ho sempre paura di sembrare un personaggio, più che una persona. Sono una copywriter freelance, un’autrice di narrativa, parlerei di rock e libri per ore. Scrivo su blog, siti web, riviste letterarie ormai dagli anni ’10. Scrivo molte cose, per settori diversi: digital marketing, comunicazione, turismo, benessere, scrittura creativa, ma vado pazza per gli approfondimenti su musica, cultura underground e storia del costume. Quello è proprio il mio mondo. Scrivo perché ogni storia ha il diritto di essere raccontata, e con le parole giuste.